‘Mi è successo ancora!’: Liberarsi dagli schemi relazionali disfunzionali

‘Mi è successo ancora!’: Liberarsi dagli schemi relazionali disfunzionali

Per alcune persone trovarsi a rivivere situazioni relazionali ‘fotocopia’ di quelle passate, soprattutto se accomunate da vissuti emotivi spiacevoli, è la norma. Questo può succedere nelle amicizie, sul lavoro o nelle relazioni sentimentali. In quest’ultimo caso, questa tendenza si traduce nel trovare tipologie di partner molto simili, con i quali ripetere gli stessi schemi e le stesse dinamiche che, molto spesso, portano alla fine del rapporto lasciando un senso di perdita, vuoto, fallimento e smarrimento.

Quando ci si trova ripetutamente a mettere in scena lo stesso copione, è molto importante andare a rintracciare la propria parte chiedendosi: “In che modo contribuisco a creare queste situazioni che si ripetono?”.

Una spiegazione semplice può fornirla la teoria dell’attaccamento, secondo la quale il modello delle relazioni sentimentali va ricercato nelle relazioni primarie. Il modo con cui ci si sente amati e la qualità delle relazioni nell’infanzia rimane uno schema che guiderà la scelta delle relazioni successive e l’acquisizione di una serie di competenze importanti quali l’abilità di aprirsi e di entrare in intimità, la capacità di gestire le situazioni stressanti, la possibilità di sviluppare l’autostima, l’attitudine a prendersi cura degli altri. Il tipo di attaccamento vissuto ha un notevole impatto che dura tutta la vita. Infatti, quando i bisogni relazionali dell’infanzia non sono stati pienamente soddisfatti, alcune parti profonde rimangono immature, prigioniere di meccanismi di gestione primitivi e inadeguati.

Ogni stile di attaccamento produce modi diversi di vivere le relazioni intime, di impegnarsi, di individuarsi e di diventare se stessi nella relazione con l’altro. In particolare, le possibili esperienze di attaccamento sono tre: sicuro, evitante ed ansioso.

L’ATTACCAMENTO SICURO

Le persone che hanno vissuto questo tipo di esperienza trovano relativamente facile avvicinarsi agli altri. Sono a loro agio quando si prendono cura e riescono a vivere in modo positivo anche le situazioni in cui altri si occupano di loro. Le loro interazioni sono caratterizzate da fiducia e ricerca del contatto, con la possibilità di divenire per l’altro una presenza solida.

Aver sperimentato questo stile di attaccamento, garantisce la possibilità di diventare adulti sicuri, che non temono di vivere l’intimità con la persona che amano.

L’ATTACCAMENTO EVITANTE

Gli individui con uno stile di attaccamento evitante provano disagio nello stare vicini agli altri. Nelle relazioni intime, vivono l’eccessiva vicinanza con un senso di nervosismo e profondo imbarazzo. Hanno spesso difficoltà a fidarsi e trovano difficile permettersi di dipendere da qualcun altro. Proprio queste difficoltà legate alla fiducia e all’intimità portano nella relazione una forte ambivalenza che può manifestarsi con  esplosioni di rabbia e di risentimento verso l’altro, senza un’apparente provocazione. La loro tendenza ad esprimere in maniera minima i sentimenti porta i loro partner a desiderarli più intimi di quanto loro siano disposti o capaci.

L’ATTACCAMENTO ANSIOSO/AMBIVALENTE

Le persone con questo stile di attaccamento si ritrovano in storie d’amore travolgenti e drammatiche, caratterizzate da gelosia, possessività ed autoritarismo. L’ansia da separazione è molto forte e sono convinti che l’altro non potrà mai soddisfare veramente i loro bisogni. La manifestazione dell’affetto è intensa e a volte eccessiva, così come la ricerca di un contatto emotivo che, purtroppo, li lascia sempre insoddisfatti ed arrabbiati. Da una parte c’è il profondo desiderio di fondersi con l’altro, dall’altro il timore che il partner non desideri stare veramente con loro.

 

Essere consapevoli del proprio stile di attaccamento è il primo passo per uscire dagli schemi dell’infanzia e vivere le relazioni con più energia e spontaneità. La relazione con il proprio partner è un’ottima occasione per stimolare il cambiamento, perché in genere cerchiamo una persona simile, sia nelle caratteristiche positive che negative, alle figure di riferimento dell’infanzia. Di conseguenza la relazione fornisce un contesto in cui poter lavorare per risolvere le proprie difficoltà, imparare ad essere più autentici e a sanare le ferite dell’infanzia, in modo da liberarsi dei primitivi meccanismi di difesa.

 

Per un ulteriore approfondimento sulle dinamiche di coppie disfunzionali: “coppie scoppiate: le relazioni simbiotiche”