COPPIE SCOPPIATE: LE RELAZIONI SIMBIOTICHE

COPPIE SCOPPIATE: LE RELAZIONI SIMBIOTICHE

Nessuno di noi può dire di aver attraversato indenne il tunnel dell’amore: è un’avventura, quella dello stare in coppia, che ci mette in contatto con le nostre parti più fragili. Allo stesso tempo, amare ed essere amati soddisfa un nostro bisogno primario. La relazione di coppia può rappresentare un grande sostegno personale (possibilità di essere intimi, essere accettati, non sentirsi soli…). Quando però le modalità relazionali sono distruttive, la coppia può bloccare le energie personali ed essere d’ostacolo per la crescita dei partner.

LA COPPIA SIMBIOTICA

La coppia disfunzionale per eccellenza è quella simbiotica, caratterizzata da una forte interdipendenza. I due partner sentono così tanto il bisogno l’uno dell’altro, per cui ogni tentativo di realizzazione e di autonomia personale viene scoraggiato. Solitamente in queste coppie tutto sembra andare bene fino a quando uno dei due inizia a manifestare le sue esigenze ed i suoi bisogni, spesso diversi da quelli dell’altro. Nella coppia simbiotica aleggia la paura dell’abbandono, perciò le persone cercano di possedersi invece che appartenersi. Questo, in molti casi, porta a lotte di potere, a rinfacciarsi colpe e debolezze, a svalutare l’altro in ogni occasione.

COME NASCE LA SIMBIOSI?

Alla base del rapporto simbiotico c’è la convinzione di essere mancanti di una parte vitale, di non essere capaci di stare autonomamente nel mondo. La predisposizione a vincoli simbiotici si struttura nell’infanzia, quando la simbiosi naturale con la figura materna non si è risolta in modo adeguato per il bambino, ad esempio quando la madre mette in atto comportamenti che non favoriscono l’acquisizione di autonomia del figlio o quando, al contrario, la madre incoraggia un’autonomia precoce rispetto all’età e alle capacità acquisite dal figlio e c’è una rottura dei comportamenti di cura senza un comportamento sostitutivo protettivo.

Il timore di essere abbandonati, sempre presente nella simbiosi, è un tipo di vissuto catastrofico che si accompagna ad un’angoscia costante. Per tenerla a bada, la persona mette in atto una serie di comportamenti al fine di controllare l’altro ed avere la convinzione di possederlo. Questa soluzione, comprensibilmente, è controproducente. Possedere l’altro, infatti, significa allontanarlo, perché ci si sente soddisfatti solo quando il partner fa ciò che gli si ordina, si comporta come gli viene richiesto. In questa relazione di padrone e sottomesso, ognuno vive un clima di insoddisfazione, che cancella ogni possibilità di intimità e vicinanza.

COME RICONOSCERE UNA COPPIA SIMBIOTICA

Ecco alcune caratteristiche presenti nella simbiosi relazionale:

– una forte gelosia per persone ed attività che non coinvolgono direttamente il partner
– la volontà di intervenire direttamente, pilotando molti aspetti della vita dell’altro
– la negazione o la messa da parte dei propri bisogni, interessi e passioni a favore della fusionalità di coppia
litigi molto accesi con il tentativo di screditare e affossare l’altro o, al contrario, totale assenza del conflitto o di diversità di opinioni su qualsiasi area o tematica
– bisogno costante di ostentare l’amore e la sintonia con manifestazioni affettive ed effusioni che hanno lo scopo di superare il senso di svuotamento di sé ed avere una conferma esterna del fatto di esistere come coppia
– l’insorgere di sintomi fisici inspiegabili (allergie, emicranie, disturbi di stomaco, depressioni), che possono essere dei tentativi del corpo di esternare il disagio di sentire attaccata la propria individualità.

USCIRE DALLA SIMBIOSI

Uscire da una relazione simbiotica è difficile, ma non impossibile, specialmente quando si decide di intraprendere un percorso terapeutico. I partner dovranno imparare a relazionarsi lasciando spazio alla spontaneità e mettendo da parte i comportamenti stereotipati del rapporto fusionale. L’obiettivo della terapia, individuale o di coppia, non è solo quello di trovare soluzioni diverse ai problemi pratici e di comunicazione, ma soprattutto quello di aiutare i partner a riconquistare la loro individualità, contattare i rispettivi desideri ed esigenze e poterli esprimere all’altro, diventare autonomi, sentirsi persone complete, che si scelgono indipendentemente dal bisogno e dalle loro parti mancanti.

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